Felice non è, chi d'esserlo non sa Fonte foto: 123RF
Proverbi

Felice non è, chi d'esserlo non sa

La felicità però è spesso sfuggente e difficile da raggiungere: tra i proverbi ad essa dedicati esiste il detto "Felice non è, chi d'esserlo non sa"

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Chi, nella propria vita, non è mai andato alla ricerca della felicità? Condizione ambita da tutti, la felicità rappresenta per ognuno di noi qualcosa di diverso, in base ai propri desideri e alle proprie ambizioni.

La felicità però è spesso sfuggente e difficile da raggiungere, ma non dipende da altri se non da noi stessi: è questo quello che ci suggerisce il proverbio “Felice non è, chi d’esserlo non sa“.

La spiegazione del proverbio

Il detto “Felice non è, chi d’esserlo non sa” ci vuole rammentare che la nostra felicità non ha nulla a che vedere con il lavoro, con il partner o qualsiasi altra cosa accada intorno a noi: la felicità è una scelta e dipende esclusivamente dalla nostra volontà di essere felici.

Se pensiamo di essere felici, tutto attorno a noi si trasformerà: non si tratta di una magia, ma di un circolo virtuoso dato da un approccio positivo alla vita, che porterà ulteriore gioia e serenità. Essere felici non è facile ma è possibile: tutto ciò richiede una grande forza di volontà, per non cedere alla tentazione di lamentarsi e di autocommiserarsi.

Collegamenti

Una frase di una semplicità disarmante, che può persino sembrare banale: “Non è felice chi non pensa di esserlo” è l’espressione da cui deriva il proverbio “Felice non è, chi d’esserlo non sa”. Si tratta di una massima di Publilio Siro, drammaturgo romano vissuto nel I secolo a. C., molto apprezzato da Caio Giulio Cesare, che scrisse diverse opere di aforismi, purtroppo in gran parte andate perdute: il detto fa parte della raccolta delle “Sententiae“.

Altri proverbi simili

Il mondo dei proverbi è ricco di riferimenti alla felicità: tra i detti più celebri non possiamo non citare “I soldi non danno la felicità“, che sottolinea che è vero che il denaro può aiutarci a toglierci degli sfizi o a esaudire alcuni desideri, ma non può certo comprare cose immateriali e di gran valore, come la salute, l’amore o l’amicizia.

Altri proverbi celebri sono “Felicità, quanto è più grande più presto se ne va” o “L’unico difetto della felicità è che non può durare“, pressoché dallo stesso significato.

Significato

Il detto "Felice non è, chi d'esserlo non sa" ci vuole ricordare che la nostra felicità non ha nulla a che vedere con quello che succede attorno a noi, ma è una condizione che dipende solo dalle nostre scelte e dalla volontà di coltivarla.

Origine

Le origini di questo proverbio si possono far risalire a Publilio Siro, drammaturgo romano vissuto nel I secolo a. C., che nelle sue "Sententiae" riportò l'espressione, simile al detto giunto fino ai giorni nostri, "Non è felice chi non pensa di esserlo".

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