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Proverbi

In cento libbre di legge, non v'è un'oncia di amore

In Italia è noto il proverbio In cento libbre di legge, non v'è un'oncia di amore: scopri la spiegazione e l'origine di questo modo di dire

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Il proverbio “In cento libbre di legge, non v’è un’oncia di amore” esplora un tema particolarmente frequente tra i modi di dire diffusi in Italia, cioè quello della giustizia. Questo detto si distingue dagli altri perché, nella stessa frase, unisce due concetti molto importanti per la tradizione popolare italiana (ossia la legge e l’amore) e cita due antiche unità di misura (la libbra e l’oncia).

La spiegazione del proverbio

Il detto “In cento libbre di legge, non v’è un’oncia di amore” sta a significare che nella legge non c’è spazio per l’amore, ma solo per il diritto. L’esecuzione di una norma, quindi, avviene in maniera rigorosa, a prescindere da chi sia la persona coinvolta e da ogni possibile legame sentimentale con essa.

Cosa sono la libbra e l’oncia

Per capire fino in fondo il senso del proverbio “In cento libbre di legge, non v’è un’oncia di amore”, è necessario avere le idee chiare sul significato di “libbra” e “oncia“. La libbra è un’antica unità di misura di peso, in passato utilizzata anche in Italia, con un valore pari a circa un terzo di un chilogrammo (negli stati esteri, invece, il valore oscillava tra i 350 grammi e i 500 grammi). L’oncia è un’unità di peso che veniva usata in Italia e in altri Paesi prima dell’adozione del sistema metrico decimale, il cui valore oscillava attorno ai 30 grammi. Oggi, il termine “oncia” è utilizzato per indicare una quantità minima (un esempio di ciò è proprio il proverbio qui analizzato).

Altri proverbi simili

Sono molti i proverbi italiani che parlano di legge, giustizia o tribunali: tra i tanti è possibile citare “Chi fa la legge, deve conservarla“, “Gran giustizia, grande offesa” e “L’inferno e i tribunali son sempre aperti“.

Diversi, poi, sono anche i modi di dire che citano “libbra” e “oncia”. Ne sono un esempio i detti “Val più un’oncia di sorte che cento libbre di sapere” e “Un’oncia di allegria vale più di una libbra di tristezza“, ma anche i proverbi “I fanciulli mettono ogni giorno un’oncia di carne e una libbra di malizia“, “Meglio un’oncia di libertà che dieci libbre d’oro” e “Val più un’oncia di reputazione che mille libbre d’oro“.

Significato

Quando si cita il proverbio "In cento libbre di legge, non v'è un'oncia di amore" si vuole intendere che la giustizia non ammette alcuno spazio per i sentimentalismi, ma solo per l'esecuzione pura e semplice del diritto. Il detto fa riferimento alle unità di misura libbra e oncia per esprimere questo concetto, sottolineando il modesto valore della seconda paragonato a quello della prima (che è qui anche moltiplicato per 100).

Origine

Il riferimento alla libbra e all'oncia, unità di misura utilizzate in un lontano passato anche in Italia, rivela tutta l'antichità di questo particolare modo di dire. Ciò detto, è doveroso sottolineare che non esistono in epoca recente riferimenti più precisi in grado di contestualizzare meglio l'origine del proverbio "In cento libbre di legge, non v'è un'oncia di amore", né dal punto di vista temporale né dal punto di vista geografico.

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