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Perché le isole Azzorre si chiamano così?

Affascinanti e selvagge, le isole Azzorre si chiamano così per un motivo preciso e molto particolare.

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Famose per via dell’omonimo anticiclone che spesso sentiamo nominare durante il meteo, le isole Azzorre sono un arcipelago situato nell’Oceano Atlantico e costituiscono una regione autonoma del Portogallo. Selvagge e montuose, hanno una origine vulcanica e sono caratterizzate dalla presenza di numerosi cespugli di ortensie. Considerate un paradiso naturale, le Azzorre sono meta di turisti in cerca di avventura e appassionati di trekking. Le acque cristalline che circondano le isole sono popolate da delfini, balene e tartarughe che si possono avvistare durante le gite in barca. La grande diversità fra un’isola e l’altra è tale che non basta un solo viaggio per conoscerle tutte.

Perché le isole Azzorre si chiamano così

Sull’origine del nome Azzorre si è discusso molto e sono nate diverse teorie al riguardo. Secondo alcuni studiosi questo termine (Açores, in portoghese) venne utilizzato per la prima volta da alcuni esploratori. Visitando l’arcipelago avvistarono diverse poiane. All’epoca però gli uccelli vennero confusi con l’astore, un rapace che in portoghese viene chiamato açor. Da qui il termine Azzorre.

La storia delle isole Azzorre

Secondo gli studiosi i primi a scoprire le Azzorre furono i Cartaginesi. Una ipotesi confermata dal ritrovamento sull’isola di Corvo di alcune monete che appartengono al 300 a.C. sull’isola di Corvo da parte di una spedizione inglese. Nonostante esistessero numerosi riferimenti all’arcipelago nelle carte nautiche, le Azzorre sono state scoperte ufficialmente nel 1427-31. A esplorarle per primo fu l’Infante D. Henrique con la spedizione portoghese. Non è chiaro invece chi fu il primissimo navigatore che raggiunse le coste di una delle isole. Si contendono il primato Diogo de Silves, nel 1427, e Gonçalo Velho Cabral, nel 1431.

Nel corso del Quattrocento le isole vennero popolate e nel 1493, Cristoforo Colombo approdò alle Azzorre mentre tornava dal viaggio compiuto in America. Nel Cinquecento, poco dopo la scoperta del Nuovo Continente, questo arcipelago divenne fondamentale per le rotte verso il Nuovo Mondo, ma anche in direzione delle Indie.

Nei secoli successivi ai portoghesi si unirono anche altri coloni: genovesi, francesi, inglesi, mori e schiavi africani. Vennero costruiti interi villaggi, disboscate ampie. aree per l’agricoltura e l’allevamento.

Dopo la morte di Enrico il Navigatore, il Portogallo si trovò ad affrontare una profonda crisi, con diversi pretendenti al trono. Così dal 1580 al 1642, le Azzorre finirono in mano alla Spagna. L’arcipelago in seguito fu l’ultima terra a restare sotto la dominazione di re Filippo II e venne restituito al Portogallo nel 1640.

Fra il Seicento e il Settecento, complice le ricchezze provenienti dal Brasile, il Portogallo entrò in un periodo di grande splendore. Nel XIX secolo però la guerra civile raggiunse anche le Azzorre dove venne stabilito un Consiglio di Reggenza di Maria II di Portogallo sull’isola di Terceira. In seguito l’arcipelago. venne suddiviso in tre distretti.

Nel 1931 un moto di ribellione contro il regime dittatoriale di Salazar portò i ribelli a governare le isole. Durante la Seconda Guerra Mondiale però venne ripristinata la situazione iniziale e la dittatura portoghese permise agli americani di installare sulle Azzorre diverse basi militari.

Nel 1974 la famosa rivoluzione dei garofani mise fine al regime autoritario di António Salazar e portò alla creazione della Repubblica in Portogallo. Nelle Azzorre furono eliminati i distretti e l’area venne proclamata Regione Autonoma (Região Autónoma dos Açores).

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