
Nuove Indicazioni nazionali scuola: quando si parte? C'è la data
Il ministro dell'Istruzione Valditara ha annunciato la data dell'entrata in vigore delle nuove Indicazioni nazionali per la scuola: quando si parte
Il ministro Giuseppe Valditara, durante il question time alla Camera del 2 aprile, ha annunciato la data di entrata in vigore delle nuove Indicazioni nazionali per la scuola. Ecco quando si parte.
- Quando entrano in vigore le nuove Indicazioni nazionali per la scuola
- Il ministro Valditara difende le nuove Indicazioni nazionali
- Valditara e gli obiettivi delle nuove Indicazioni nazionali
Quando entrano in vigore le nuove Indicazioni nazionali per la scuola
Nel question time alla Camera, il ministro Giuseppe Valditara ha risposto all’interrogazione di alcuni deputati di Azione in merito alle nuove Indicazioni nazionali per le scuole d’infanzia e del primo ciclo di istruzione, la cui bozza è stata pubblicata l’11 marzo scorso. I parlamentari, oltre ad esprimere alcune perplessità, hanno chiesto al ministro conferma sulla data prevista per l’entrata in vigore delle nuove regole.
“Voglio rassicurare sul fatto che vi è stato un confronto diretto con l’Associazione Italiana Editori – ha spiegato Valditara -. I tempi sono risultati compatibili con la produzione di materiali didattici coerenti con le nuove indicazioni, in tempo dunque per la loro adozione a partire dall’anno scolastico 2026-2027“.
Con l’entrata in vigore a settembre 2026, i nuovi libri di testo dovranno essere pronti entro febbraio 2026.
Il ministro Valditara difende le nuove Indicazioni nazionali
Durante il suo intervento alla Camera, Valditara ha ribadito: “La predisposizione delle nuove Indicazioni nazionali ha seguito un percorso di ascolto ampio e trasparente caratterizzato da meccanismi di partecipazione più aperti di quanto fatto in precedenza”.
La commissione incaricata della stesura della bozza, composta da “personalità di indubbio valore accademico e di varia estrazione culturale”, ha proseguito il ministro, “ha tenuto oltre 100 audizioni con associazioni di categoria, consulte studentesche, società scientifiche, organizzazioni sindacali e associazioni professionali, prendendo nota dei loro suggerimenti”.
Dopo di che, “la commissione ha avviato nuove audizioni e ha sottoposto alle istituzioni scolastiche un questionario per raccogliere valutazioni puntuali e proposte concrete”. Rispondendo alle polemiche in merito alle consultazioni delle scuole, Valditara ha dichiarato: “Non è vero che la commissione non ha offerto spazi di partecipazione, anzi sono stati ampliati: il campo dedicato alle osservazioni è passato dai 250 caratteri del 2012 ai 2000 caratteri attuali. E in questo campo è possibile ogni genere di critica”.
Inoltre, ha aggiunto, “è stata istituita una casella di posta elettronica dedicata, disponibile fino al 10 di aprile, per raccogliere ulteriori suggerimenti, commenti e integrazioni da parte di tutte le componenti del sistema scolastico. E per andare oltre la mera raccolta di questi dati, la commissione utilizzerà strumenti di Intelligenza artificiale per individuare le tendenze emergenti fra le osservazioni ricevute in modo che possano restituire un quadro chiaro dei bisogni reali della scuola italiana”.
Valditara e gli obiettivi delle nuove Indicazioni nazionali
Per il ministro, “il vero punto deve essere la consapevolezza della rilevante portata culturale di questa revisione. Non possiamo più ignorare che negli ultimi decenni si sono affermate tendenze culturali e pedagogiche che hanno portato ad un indiscutibile decadimento di alcune conoscenze“.
Per questo motivo, ha ripreso Valditara, “abbiamo voluto ridare importanza alla grammatica, alla sintassi, alla scrittura, alla memorizzazione delle poesie, al latino, all’epica. Abbiamo voluto recuperare il senso della nostra identità attraverso la valorizzazione della storia dell’Occidente per capire da dove veniamo, chi siamo e dove vogliamo andare. L’Occidente rappresenta valori importanti universali come la democrazia, la libertà, l’umanità, la buona fede e l’equità, oggi più che mai attuali”.
È questo lo spirito che sta dietro l’emanazione delle nuove indicazioni, che sono state molto criticate anche nel merito. Secondo il ministro, invece, si tratta di “un’azione responsabile, seria, motivata, lontana da ogni tentazione di accentramento o di imposizione“. E soprattutto “animata da una ferma volontà della scuola italiana a svolgere il suo compito fondamentale, ovvero fornire le competenze e trasmettere i saperi per consentire ad ognuno di valorizzare e di realizzare i propri talenti”, ha concluso Giuseppe Valditara.