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Crepet Fonte foto: IPA

Perché a Crepet "questo mondo non piace": l'educazione è un caso

Perché a Paolo Crepet "questo mondo non piace": il caso educazione, che lo psichiatra ha definito "pessima" e "prona" criticando i genitori di oggi.

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

A me questo mondo non piace“. A parlare è Paolo Crepet, che ha partecipato ad una conferenza dal titolo ‘Genitori e figli: tra difficoltà e voglia di essere capiti’, che si è svolta il 30 marzo nella Basilica di san Sebastiano a Acireale (Catania). In questa occasione, il noto psichiatra e sociologo ha espresso tutte le sue perplessità sulla società odierna e sull’educazione dei giovani d’oggi, non risparmiando critiche ai genitori. Ecco cosa ha detto l’esperto.

Paolo Crepet: “A me non piace questo mondo”

Durante il suo intervento alla conferenza del 30 marzo a Acireale, Paolo Crepet ha espresso il suo disappunto sulle dinamiche in atto nel mondo contemporaneo, in particolare per quanto riguarda l’educazione dei giovani, partendo da una riflessione su ‘Adolescence‘. Ambientata in una piccola cittadina inglese, la serie Netflix racconta la storia di un tredicenne che viene arrestato perché accusato di aver ucciso una sua compagna di scuola. L’opera in quattro puntate affronta temi complessi legati all’adolescenza moderna, che vanno dalla violenza giovanile al bullismo, dall’isolamento sociale all’influenza dei social media.

Crepet, che ha dichiarato che non l’ha guardata e che non ha intenzione di farlo, ha esordito: “Si è fatto un gran parlare della serie tv ‘Adolescence’, dove una ragazzina di tredici anni viene assassinata. Dico io, come si può considerare una tredicenne adolescente?“, si è chiesto, come riportato da La Voce dell’Jonio.

Lo psichiatra ha proseguito spiegando che è in atto un cambiamento profondo nel linguaggio e nella percezione della gioventù che “sta entrando capillarmente nel senso comune”, ha detto. L’esperto ha poi criticato i genitori di oggi, che a suo avviso hanno “regalato la libertà” ai propri figli, permettendogli di “essere in giro a qualunque ora del giorno e della notte”.

Lo psichiatra ha precisato che “non vengo qui a dirvi che ho la soluzione”. Ma, ha ammesso, “a me non piace questo mondo”.

Cosa ha detto Crepet sull’educazione dei giovani d’oggi

Paolo Crepet si è poi concentrato sull’educazione dei giovani d’oggi definendola “pessima” e “prona“, un termine che evoca l’idea di una sottomissione ai desideri di ragazzi e ragazze. Al contrario, per lui l’educazione dovrebbe promuovere valori e responsabilità.

Ha osservato che, sebbene sia stato compreso che l’autoritarismo non è la strada giusta da perseguire quando si parla di educazione, madri e padri hanno dimenticato l’importanza del concetto di autorevolezza. Per l’esperto i genitori, nel tentativo di essere più permissivi e comprensivi, danno di tutto ai propri figli, “dai soldi alla libertà”, perdendo di vista il loro ruolo di guida e di educatori.

Lo psichiatra ha inoltre evidenziato che nelle famiglie “non vige alcuna morale”, e che questa mancanza contribuisce a creare un vuoto educativo, in cui i giovani si sentono disorientati e privi di riferimenti.

La sua analisi si è infine concentrata sull’importanza di “ascoltare i figli”, un aspetto che per lui viene spesso trascurato in un’epoca in cui i genitori sono distratti da impegni lavorativi e da una vita frenetica. Ma anche dalle “tecnologie ubiquitarie che ci hanno reso più soli”, sostituendo le relazioni umane dirette.