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Perché ci trucchiamo?

Anticamente l’obiettivo della cosmesi era quello di “decorare o simulare giovinezza o salute”, per rendere attraente chi ne faceva uso.

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Il trucco, o make-up, è una forma di cosmesi decorativa che ci portiamo dietro già dall’antichità. Si tratta di un modo che abbiamo per nascondere alcuni aspetti della nostra fisionomia e del nostro viso, mettendo in evidenza le parti che invece sono convenzionalmente considerate belle. Perché ci trucchiamo? Cosa ci spinge a farlo?

Il trucco e l’essere umano

La parola trucco deriva dal francese, trouque, e significa inganno. Si tratta di un processo di trasformazione tale per cui donne e uomini applicano prodotti per modificare l’aspetto del loro viso per farlo aderire a un ideale di bellezza socialmente accettato. Insomma, al concetto assoluto di bellezza, sì, che però è fortemente legato alla moda del momento, e dunque, come tale, cambia nel tempo. Ecco perché il trucco antico era così diverso da quello moderno.

Sin dagli albori della civilizzazione le persone sentivano il desiderio di applicare prodotti al loro viso per mutarne l’aspetto e renderlo più gradevole agli altri. Ci sono prove che già nell’Antico Egitto, nel 4000 a.C. circa, le persone applicassero il trucco. Non si trattava solo di un vezzo e un gesto di vanità, ma anche un rituale secondo cui i cosmetici facevano parte dei fluidi divini, e dunque dovevano essere parte del corredo funerario. Pur trattandosi di un’usanza un po’ macabra, è proprio grazie alla loro tradizione di imbellettare i corpi che oggi possiamo raccogliere prove della passione degli egizi per il trucco. Creme, pomate, bastoncini di kohl e polveri compatte per dare colore e tono al viso.

Anche le statue dei Sumeri rinvenute nella città di Ur erano la prova inconfutabile che gli antichi amavano il make-up, pratica che si è evoluta e diffusa sempre, con le opportune variazioni tra uomo e donna. Contrariamente a quello che si può pensare, la cosmesi non è mai stata una prerogativa esclusivamente femminile!

Le donne greche adoperavano la biacca di colore bianco per coprire il viso. Sulle ciglia passavano invece la polvere di antimonio. Le romane tingevano le labbra con la polvere d’ocra e si imbiancavano le braccia col gesso, oltre che annerirsi gli occhi con la fuliggine. Solo successivamente, non l’arrivo della regina Vittoria XIX e il movimento ultraconservatore cristiano, che il trucco venne considerato opera volgere e appannaggio solo di attori e prostitute.

Sì, ma allora, perché ci trucchiamo?

Il trucco ci aiuta a nascondere quegli aspetti del nostro viso che non ci piacciono, mettendone in risalto altri che ci rendono più giustizia. È un modo per piacersi, ma anche per piacere agli altri, ed è una piccola coccola che ci si rivolge quando, ogni mattina, ci si mette davanti allo specchio e ci si prende il proprio tempo. Insomma: si tratta di un atto di benevolenza e cura nei nostri confronti che ci rende inevitabilmente più sicure di noi nel mondo esterno, e dunque viene socialmente accettato come prassi e tradizione.

Anticamente l’obiettivo della cosmesi era quello di "decorare o simulare giovinezza o salute", per rendere attraente chi ne faceva uso. Ad oggi il senso è rimasto ancora quello, sebbene si sia evoluto e smussato un po’.

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