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Perché si dice avere i grilli per la testa?

Avere i grilli per la testa è un modo di dire comune, ma pochi sanno da cosa deriva e qual è il suo significato

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"Avere i grilli per la testa" è una frase molto comune che è indicata in riferimento a persone poco concrete e con idee irrealizzabili, che passano da un pensiero all’altro senza concludere nulla. Questa locuzione fa parte della lunga tradizione della lingua italiana e ha come protagonista un insetto – il grillo – protagonista di tante favole. e storie entrate nell’immaginario collettivo.

Perché si dice avere i grilli per la testa

Perché si dice avere i grilli per la testa? Questo modo di dire è spesso usato riferito a persone che hanno idee piuttosto bizzarre o impossibili. Perché? Quella persona si comporta infatti come se avesse nella testa tantissimi grilli che, con il loro saltellare incessante e il suono che emettono, non consentono di pensare in modo lucido e razionale. Per altri l’espressione deriverebbe dai balzi che sono in grado di fare questi insetti, il più delle volte altissimi e difficili da replicare (l’insetto, secondo alcuni studi, è in grado di saltare 60 volte la sua grandezza). Per tale motivo "i grilli per la testa" sarebbe usata come frase anche in riferimento a individui che hanno ambizioni smodate e che non si possono realizzare.

Curiosità sui grilli

Fra gli insetti più conosciuti al mondo, il grillo è originario dell’Asia sud-occidentale ed è stato poi importato nel Nord America. Oggi lo possiamo trovare ovunque nel mondo, tranne nei luoghi freddi, poiché preferisce temperature tra 26 e i 36 gradi, popolando in particolare le colline calde e soleggiate. Onnivoro, il grillo fa parte della famiglia dei Gryllidae e appartiene all’ordine degli Ortotteri. Parente della cavalletta, mangia qualsiasi cosa, dai funghi alle foglie, sino ai semi, ai ragni e alle mosche.

Sin dall’antichità il grillo ha avuto un posto speciale nelle tradizioni culturali occidentali e orientali. Il suono che emette viene considerato come un segno di buona fortuna e in passato era talmente ben visto dall’uomo da essere allevato a casa. In Cina e Giappone per millenni i grilli sono stati allevati e tenuti in gabbia per allietare le famiglie con il loro verso. Con il tempo sono nate inoltre numerose credenze e leggende legate ai grilli. Per i cinesi, ad esempio, chi trova un grillo potrà esaudire i desideri che ha. In Brasile invece i grilli verdi sono un presagio di buona fortuna, quello nero, al contrario, viene considerato nefasto e potrebbe anticipare l’arrivo di una lunga e dolorosa malattia. Infine alle Barbados chi uccide un grillo avrà presto una perdita economica ingente.

I grilli, con il loro verso (detto frinire) sono stati al centro di storie e poemi. I più grandi poeti e gli scrittori hanno elogiato e raccontato questo insetto nei loro componimenti. "È questo il mistero del grillo – spiega il poeta Franco Marcoaldi -: perché quanto un giorno gli serviva a volare, ora invece gli serve a cantare? Come e quando decise di rompere il proprio furioso silenzio, di atrofizzare le elitre scoprendo la voce nella macchina stessa del volo?". "Cadono le foglie – scrive invece Giovanni Pascoli -, tristi i grilli piangono l’estate. L’altra notte non chiusi occhio, tanto era quel gridio «Seminate, seminate », credei udire…".